Depuratore d'aria portatile

Ambienti ripuliti da virus vari?

  • scritto da Chiedi le Prove 2 mesi fa
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Depuratore d'aria portatile

Fino a pochi mesi fa nessuno avrebbe mai potuto immaginare quanto sarebbe stata devastante questa pandemia, sia in termini sanitari che economici. Affrontarla richiede un approccio multilaterale, in cui tutti devono fare la loro parte. E così pure le aziende cercano di creare soluzioni che possano aiutarci a contrastare il virus anche in ambito famigliare e lavorativo. La paura del virus, però, non dovrebbe spingerci a perdere la razionalità, cosa che rischia di sfociare in acquisti impulsivi, dannosi solo per il portafoglio nel migliore dei casi. Dovremmo sempre verificare preventivamente, chiedere le prove. È ciò che abbiamo fatto noi di Chiedi le Prove con l'azienda di Roma Dirac Nanotechnology.

Essa produce Albero, un depuratore d'aria portatile, in grado secondo la ditta di rendere pulita l'aria all'interno di spazi chiusi. Esso sarebbe capace di scovare ed eliminare batteri, virus, pollini, polveri sottili, formaldeide e altro ancora. Visti i tempi che corrono sarebbe di sicuro interesse capire se questo dispositivo possa dare un contributo all'eliminazione del coronavirus dai nostri ambienti domestici, in quanto molte persone potrebbero essere indotte ad acquistarlo con questa speranza. 

Sul sito dell'azienda dedicato al prodotto  si legge che l'aria viene aspirata e convogliata nel reattore di Albero, prima attraverso un filtro che cattura le particelle più grandi e successivamente attraverso un nanofiltro, attivato da raggi UV, che purifica l'aria e la restituisce all'ambiente. Sul sito sono presenti alcuni grafici che dimostrerebbero l'efficacia del prodotto riguardo all'eliminazione degli ossidi di azoto, formaldeide, batteri e polveri sottili. Non si dice nulla né riguardo ai virus né a come questi test siano stati condotti e su quale rivista scientifica siano stati pubblicati. Un semplice grafico non dice molto. Si precisa solamente che sono stati condotti in conformità delle norme ISO riguardanti la biocontaminazione (es. UNI EN ISO 14698 – 2: 2004​).

 

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Con questa immagine volevamo rappresentare il sentimento che proviamo quando non riceviamo risposta ad un ask. Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Emptiness_(79197355).jpeg

 

La richiesta da parte di Chiedi le Prove di fornire tale documentazione non ha ricevuto risposta, ciò è un vero peccato in quanto solo l’azienda può possedere questo genere di informazioni. Nel caso specifico per il potenziale acquirente sarebbe importante avere evidenza dei test condotti dall’azienda con Albero, in quanto avrebbe materiale a sufficienza per prendere una decisione informata. Spetta inoltre a chi fa affermazioni dimostrare che siano vere, come abbiamo già discusso in precedenza. Non dimostrare un’affermazione significa mettere la controparte in una posizione piuttosto scomoda e di fronte a un bivio. Una direzione potrebbe essere quella di compiere un atto di fede, cosa decisamente contraria ai principi della trasparenza. 

L’altra scelta potrebbe essere quella di cercarsi le prove da solo, tuttavia questa risulta spesso una cosa difficile, in quanto senza certe informazioni non si sa dove cercare e cosa cercare. L’assenza di certe informazioni inoltre potrebbe rendere del tutto impossibile una verifica. Per usare delle metafore sarebbe come cercare un ago in un pagliaio o navigare nell’oceano in tempesta senza una bussola. 

Sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo dedicata al prodotto tuttavia, sono disponibili informazioni aggiuntive. Si legge che i nanofiltri sono composti da biossido di Titanio e rivestiti in ceramica, la cui azione è attivata da raggi UV. Una situazione compatibile con la letteratura disponibile. Inoltre sul già citato sito Indiegogo sono menzionate altre ricerche sulla ossidazione fotocatalitica, soprattutto per quanto riguarda l’efficacia contro composti organici volatili.  Esistono inoltre altri studi sulla capacità dell’ossidazione fotocatalitica di inattivare virus e batteri [1]. Per ciò che riguarda l’attuale coronavirus SARS-CoV-2 non si dice nulla di specifico.  

Per quanto riguarda Albero nello specifico, non è stato possibile trovare maggiori dettagli riguardo i test condotti dall’azienda.

Date queste premesse l’idea di Albero è di sicuro interesse. Con la pandemia è ormai chiaro a tutti quanto sia importante la sanificazione degli ambienti ai fini del contenimento del contagio. Infatti la sanificazione è parte integrante di tutti i protocolli per la riapertura e più frecce si hanno al proprio arco meglio è.  Per questo sarebbe utile saperne di più. Si auspica quindi un aggiornamento della vicenda.  

 

L’iniziativa Chiedi le Prove è consapevole che il dialogo è l’unico modo per rendere una società responsabile e attenta alle proprie esigenze. Siamo sempre disponibili ad aggiornare questa vicenda e rimaniamo a disposizione qualora ci sia la volontà di dare origine a un dialogo che risulti costruttivo.

 

[1] Nanofiltri di ossido di zinco e biossido di Titanio avrebbero questa capacità. Tramite l'assorbimento di luce ultravioletta innescano reazioni chimiche che portano alla produzione di sostanze, come l’acqua ossigenata, che hanno effetto disinfettante. Più tecnicamente: in seguito alla stimolazione indotta dalla luce UV si ha ossidazione sul composto e viene liberato un elettrone. In buona sostanza l'ossido di Zinco (ZnO) e il biossido di titanio (TiO2) perdono un elettrone e si ossidano.  Il composto ossidato reagisce con acqua o con il gruppo ossidrile OH-, formando perossido di idrogeno (h2O2) e un radicale idrossilico OH (la forma neutra del gruppo ossidrile). Il gruppo ossidrile perde un elettrone e lo cede al composto, nella cui banda di valenza si è liberato un posto. L'elettrone invece reagisce con l'ossigeno molecolare e forma il radicale (O2-).  Le specie reattive dell'Ossigeno così formate (O2-, OH.,  e H2O2) sarebbero in grado di inattivare virus e batteri.  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4523504/