Curare il mal di schiena

Con la magnetoterapia?

  • scritto da Chiedi le Prove 2 mesi fa
  • salute
  • da aziende
  • MedBunker
  • pseudoscienza
  • pubblicità

Curare il mal di schiena

Immaginate di essere seduti sul vostro divano davanti al televisore; state guardando un programma o semplicemente state facendo zapping e all’improvviso vi imbattete in uno spot pubblicitario che riesce a catturare la vostra attenzione tanto quanto una produzione hollywoodiana. Le pubblicità sono a pieno titolo parte integrante dell’intrattenimento televisivo, veicolano emozioni, riescono a far ridere, addirittura possono anche commuovere, creano tormentoni più o meno simpatici e destano curiosità, spingendo il probabile acquirente a porsi delle domande su quello che gli viene mostrato. Ed è proprio ciò che è successo in questa storia: il nostro asker Silvio è stato incuriosito delle caratteristiche presentate nello spot di “Active Posture Magnetic Plus”, definito come: «un ausilio che può contribuire ad alleviare dolori e disturbi alla schiena», il tutto grazie ai principi della magnetoterapia. E cosa sarebbe la magnetoterapia? Nel video pubblicitario del prodotto essa viene presentata come capace di avere un effetto analgesico e antinfiammatorio generato dai dodici magneti presenti nella struttura di Active Posture Magnetic Plus, in grado di curare dolori muscolari, lombari, cervicali, osteoporosi, artrosi, sciatalgie e reumatismi.    
Quindi sembrerebbe che questa particolare terapia sia un toccasana per chi soffre di fastidiosi problemi alla schiena.
Per l’appunto, l’argomento su cui si concentra l’ask inviato da Silvio alla ditta che commercializza “Active Posture Magnetic Plus” riguarda specificatamente l’efficacia e la validità della magnetoterapia; in particolare è stato chiesto se fosse possibile visionare degli articoli pubblicati su riviste scientifiche peer-reviewed che descrivano l’efficacia medica della magnetoterapia; e possibilmente avere anche dei resoconti di esperimenti effettuati in condizioni controllate che comparino la magnetoterapia a rimedi placebo e ne dimostrino un’efficacia statisticamente significativa.
Dopo qualche giorno d’attesa Silvio riceve una chiamata da una operatrice della ditta in questione, la quale mette subito in chiaro che, prima di utilizzare la fascia da loro commercializzata, sarebbe meglio consultare un ortopedico o un fisioterapista per poterne valutare l’utilità anche in relazione alla specifica condizione medica della persona.
Sicuramente è un’ottima risposta: se si hanno dei problemi fisici è sempre bene chiedere prima il parere di un professionista della salute e poi muoversi secondo le sue indicazioni, nulla da obiettare insomma. Rimane solo il ragionevole dubbio in merito al come siano determinati i campi di utilizzo e le proprietà benefiche attribuite al prodotto.
Per quanto riguarda la magnetoterapia, l’operatrice ha suggerito di cercare le prove su Google, facendo però una precisazione, ovvero fare una ricerca tra gli articoli pubblicati dalla rivista “Wired”. “Wired” è una pubblicazione americana che si occupa di tecnologia e stili di vita e dal 2009 viene pubblicata anche in Italia. È una rivista che tende ad avere una linea divulgativa e informativa, non è peer-reviewed, come aveva chiesto Silvio, tuttavia è comunque una buona fonte d’informazione; quindi non ci resta che andare a vedere cosa dice “Wired” riguardo alla magnetoterapia. Iniziando dalla sezione americana, cercando “magnet therapy” non appaiono risultati inerenti alla magnetoterapia, tuttavia facendo una ricerca nella controparte italiana qualcosa viene fuori; si tratta di un articolo del 2015 dal titolo “Tutte le bufale col magnetismo”. In questo articolo viene fatta una rassegna, con tanto di elenco puntato, delle principali bufale a tema magnetismo e l’ironia della sorte vuole che al punto 4 ci sia proprio la magnetoterapia. Questo rappresenta un classico esempio di cosa può succedere quando invece di difendere un’affermazione si consiglia a chi chiede informazioni di cercare le prove da sé (ne discutiamo in maniera esaustiva qui).

 

            xDAfpEMTIOTmz6mK5I5MvYVIRwpkMNr1iIuEvDULQdy9HQgMUuReQa5FANFZvlSNjfGhy9e5OGGSTyjddI4pxV5Vx96b7begLPAFWuPHamcKJpQBdKJR1sYZWiItbg

I magneti sono utilizzati in molte applicazioni. Forse tra le più classiche e importanti ci sono i motori elettrici, come quello mostrato in figura: è tramite un particolare gioco di correnti e campi magnetici che l’energia elettrica viene trasformata in moto rotatorio. Fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Electric_motor

 

Infine l’operatrice afferma che come prova della validità del prodotto da loro commercializzato, può portare la propria esperienza poiché l’ha provato su sé stessa insieme ad altre pratiche magnetoterapiche.
Sfortunatamente quest’ultima risposta è totalmente priva di qualsiasi validità scientifica perchè è basata sull’esperienza personale: ad esempio, posso affermare che se bevo un litro d’acqua prima di andare a dormire dormo meglio e senza interruzioni, questo però non implica che tutti otterrebbero gli stessi benefici se facessero la stessa cosa. Senza un controllo che possa garantire l’oggettività dei risultati, non si può sapere in alcun modo se i miglioramenti siano reali o causati da un effetto placebo, oppure dovuti a qualche altro fattore non indagato. L’unico modo per poter stabilire se effettivamente si è ottenuto qualche beneficio da quelle pratiche è, come già diceva Silvio, effettuare degli studi controllati di modo tale che si possa stabilire nella maniera più oggettiva possibile se tali procedure giovino alla salute oppure no.
Purtroppo non tutte le domande poste dal nostro asker  hanno avuto una risposta esaustiva e ciò che gli è stato detto sembra proprio non giustificare scientificamente le affermazioni per cui è stato fatto l’ask. 


Speriamo di poter avere un riscontro con l’azienda di modo tale da poter far luce sui punti d’ombra rimasti, ci teniamo inoltre a ringraziare Silvio per averci dato l’opportunità di poter raccontare questa storia e ricordiamo che l’iniziativa Chiedi Le Prove rimane sempre aperta e disponibile al dialogo costruttivo.