Grappa spray per prevenire Covid-19?

Usiamo la testa....

Grappa spray per prevenire Covid-19?

Scrivo questa storia in tempi che probabilmente ricorderemo e racconteremo alle generazioni future. Forse lo racconteremo come una guerra, avvenuta nel reame del mondo microscopico ma con fatalità macroscopiche. Invece di una nazione tirannica che in breve tempo ha sottomesso gran parte dell’Europa racconteremo di una nuova minaccia, un esercito meccanizzato di piccole “macchine molecolari” prodotto da forze evolutive, che nel giro di poche settimane ha sopraffatto le difese Cinesi. Era un teatro dall’altra parte del mondo, e con uno dei sistemi sanitari migliori del pianeta, noi Italiani ci sentivamo sicuri dietro le nostre trincee. Ma inaspettatamente il nemico ha sfondato a Nord, nelle zone ricche e densamente popolate vicino alla capitale economica del paese. E anche qui qualcuno ci aveva avvisato che le pandemie fanno così, che una volta finita sarebbe stata solo una tregua precaria. Di solito preferisco dare un tono più gioviale a quello che scrivo, e prometto che tra poche righe tornerò a farlo: al momento pero’ e’ quello che ho per la testa, e magari scrivendolo se ne va via. Vivo temporaneamente negli Stati Uniti per motivi lavorativi, e quando ho sentito in diretta il discorso del Presidente americano alla nazione, e’ stata una scena da film hollywoodiano: tardi nella sera, le piastre elettriche in cucina sono rosse incandescenti, impegnate ad assorbire dalla rete elettrica svariati chilowatt per friggere delle uova e saltare verdure in uno wok. Mentre tiro fuori una bottiglia di salsa di soia dal refrigeratore formato portaerei, il Presidente dichiara in TV, in un discorso molto politicizzato, lo stato di emergenza nazionale e il blocco di tutti i trasporti di persone e merci[1] dall’Unione Europea. La tensione e’ spessa come la nebbia che abbiamo a Milano, e io mi sono sentito come un soldato italiano dopo l’Armistizio: bloccato in un paese straniero che sta precipitando, impreparato, in una crisi, con un bersaglio dipinto sulla schiena, senza sapere esattamente cosa succederà. E probabilmente i miei pensieri si uniscono a quelli di questo ipotetico (e sicuramente ben più sfortunato) soldato del passato: vorrei essere li’ con voi. Insomma, nemmeno qui la scampiamo: dai meandri del Fiume Giallo alle praterie del Midwest e’ una valanga che sta modificando drasticamente i nostri stili di vita, spesso mettendo in evidenza comportamenti egoistici. Ma io preferisco vedere l’empatia che ci accomuna come esseri umani, con un'universalità che coinvolge anche i molti che preferiscono vantarsi di essere cinici e col cuore di pietra: preferisco vedere gli Americani che si commuovono ascoltando gli Italiani che cantano dai balconi, case farmaceutiche che mettono a disposizione liberamente i propri brevetti, senza contare i molti servizi on-line (e qui non entrariamo nei dettagli...) che forniscono accesso facilitato alle persone bloccate in casa.  E’ con questo spirito che vi raccontiamo questa storia, per strapparvi un sorriso in tempi in cui tutti ne abbiamo bisogno. E vedrete che “spirito” e’ proprio la parola azzeccata! 

La persona che dobbiamo ringraziare per la sua curiosità e il suo sostegno all’iniziativa questa volta e’ Alberto, che ci racconta di un articolo comparso su “Il Gazzettino” in cui si parla di un nuovo, potentissimo attore contro questa battaglia a stretto contatto: il disinfettante orale che vi farà venire voglia di finire tutta la boccetta all’istante. L’idea geniale, ci spiega il giornale, consiste nel vedere la “grappa come igienizzante per la gola, efficace per la prevenzione contro il coronavirus”. Il trucco, spiega sempre il giornale, e’ quello di produrre una grappa dalla sostenuta gradazione alcolica (71% Vol.) e di imbottigliarla in un erogatore spray studiato appositamente. Il giornale arriva a sostenere che si tratti addirittura di “un’alternativa alle introvabili mascherine”. L’articolo prosegue mostrando del virgolettato appartenente al mastro distillatore della ditta produttrice che ci spiega che l’idea e’ venuta fuori quando si è chiesto se e come la grappa potesse aiutare in questo periodo di emergenza. Dopotutto, “l'alcol è uno dei prodotti disinfettanti più efficaci per eliminare i virus” e con la Grappa Alto Grado 71 vogliono fare la loro “parte in questo periodo difficile”.

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Due tipi di distillatori comunemente utilizzati nella produzione di superalcolici. Questi sono utilizzati per produrre il Whiskey. A sinistra un ‘pot still’, o anche detto ‘a fuoco diretto’, utilizzato dalla distilleria St. Kilian in Germania. A destra un distillatore a colonna, in grado di produrre distillati molto puliti. Credits: Wikimedia, sotto Licenza GNU, Link originali: foto a sinistra , foto a destra.

 

Delle affermazioni decisamente interessanti! Nessuno sta chiaramente proponendo di affogare il SARS-Cov-2 nella grappa, anche se con 71 gradi di gradazione alcolica potrebbe morire felice. Insieme al nostro amico e collaboratore Biologo Nutrizionista Dott. Giuliano Parpaglioni sconsigliamo vivamente l’abuso di alcol in ogni circostanza e specialmente in una situazione come questa in cui dovreste evitare stress fisici. In ogni caso, l’idea di disinfettare la gola tramite questa grappa ha incuriosito Alberto, che si e’ giustamente chiesto se la capacità dell’alcol di rimuovere il virus dalle superfici potesse in qualche modo essere applicata in un contesto così diverso come la nostra gola, soprattutto considerato che il virus causa la polmonite e che quindi probabilmente si stara’ replicando come tante allegre nanomacchine impazzite nei nostri polmoni.  Andando sul sito del produttore si puo’ osservare un bellissimo catalogo di diversi distillati, ma sfogliato tutto il catalogo, oltre ad avere una grande voglia di fare una “pausa di meditazione” non abbiamo trovato informazioni riguardanti questa Grappa Alto Grado 71. Alberto ha quindi contattato la ditta chiedendo gentilmente conferma delle affermazioni presenti nell’articolo, e in caso positivo di poter avere dei riferimenti ai lavori scientifici che hanno utilizzato per verificare che il prodotto sia efficace. 

L’azienda ha risposto molto rapidamente, e nel giro di neanche un giorno ci ha fatto sapere che il prodotto può essere nebulizzato in gola o sul caffè ma che non bisogna considerarlo come un antivirale, ”bensì come un prodotto da degustare per allietare questi momenti non facili”.

 

Notiamo una certa discrepanza tra quanto riportato dal giornale e la risposta ricevuta, cosa sia successo non lo sappiamo e non facciamo questo genere di indagini. Quello che possiamo dire è che l’azienda, con sede a Treviso, ha comunque risposto con onestà, smentendo quanto affermato dal giornale (o dall’intervistato) e dichiarando le motivazioni per cui hanno prodotto questa grappa. In una terra di meravigliosi vini di fama mondiale noi vediamo il tentativo dell’azienda di produrre qualcosa legato alle tradizioni del territorio che strappi un sorriso in un periodo in cui l’ansia sembra pervadere ogni piattaforma di comunicazione. 

Riteniamo comunque che le informazioni contenute nell'articolo siano potenzialmente molto dannose perché potrebbero indurre le persone a scegliere strategie di contenimento dell’epidemia che sono quantomeno discutibili. Qualunque problema di comunicazione ci sia stato andrebbe risolto e il responsabile dovrebbe prendersi le proprie responsabilità. 

Vorremmo infine ringraziare ancora Alberto per averci fatto sapere che, riferendosi all’ask, “se non ci fosse stata l'iniziativa chiedi le prove non l'avrei mai fatto. Mi sarei probabilmente fatto una risata e basta”. E’ un piacere per noi ricevere questo genere di feedback, e siamo sempre lieti di assistervi per qualunque cosa relativa al vostro coinvolgimento con l’iniziativa. Ringraziamo anche noi Alberto per averci dato l'opportunità con il suo ask di scrivere queste righe.

 

L’iniziativa Chiedi le Prove è consapevole che il dialogo sia l’unico modo per rendere una società responsabile ed attenta alle proprie esigenze. Siamo sempre disponibili ad aggiornare questa vicenda e rimaniamo a disposizione qualora ci sia la volontà di dare origine ad un dialogo che risulti costruttivo.


[1] Il discorso aveva diversi errori, ad esempio non c'è nessun blocco sulle merci. Una piccola svista che il New York Times discute insieme agli altri piccoli errori di lettura che ha fatto.