Le "prove" a Bruxelles

Lo avevamo annunciato... E ora lo facciamo!

  • scritto da mark 2 months ago
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Le "prove" a Bruxelles

 

Qualche mese fa, vi abbiamo invitato a condividere con noi il perché i fatti sono importanti nella vostra vita. Tramite una storia, un evento cui avevate assistito o che avevate vissuto sulla vostra pelle, potevate portarci la testimonianza che vi aveva fatto capire l’importanza delle prove; riteniamo che l’evidenza sia importante nel decidere e vogliamo che questo messaggio sia ben chiaro alle persone che prendono decisioni importanti per la società.

Per questo motivo abbiamo deciso di partecipare all’iniziativa “Evidence Matters”, organizzata da Ask for Evidence, che si terrà al Parlamento Europeo il 21 giugno 2017. In quell’occasione, saranno portate all’attenzione dei membri del Parlamento Europeo le storie di 25 cittadini europei: sarà una giornata di dialogo e confronto con le persone che definiscono le politiche comunitarie.

 

L’Italia contribuisce con le storie di quattro persone: Elena, Emanuele, Luca e Natalia.

Natalia è stata scelta come portavoce per il nostro Paese: sentiremo, dalla sua viva voce, la sua storia, emblematica del messaggio che accomuna le storie ricevute. Infatti, ogni contributo che abbiamo ricevuto, è stato riportato in un libretto e sarà nostra premura, insieme agli altri portavoce, far sì che venga letto e “assimilato” dai parlamentari europei.

Un membro del nostro staff sarà presente alla giornata e ci invierà le notizie in diretta!

Andiamo a vedere più da vicino le “nostre” storie.

 

Elena

“Sono Elena, ho 37 anni e sono non vedente dalla nascita. A causa della mia disabilità sensoriale, sono sempre stata costretta a fidarmi del prossimo. Solo per fare un esempio, se qualcuno mi dice che la mia maglietta è bianca, non posso avere alcuna prova che me lo confermi o smentisca, perché per me i colori, semplicemente, non esistono. Questa “fiducia” diventa un tasto particolarmente sensibile quando ho a che fare con la salute: non posso leggere direttamente io gli esiti clinici di un esame e devo affidare tale compito a qualcuno. In una situazione come la mia, vivere sempre con lo spettro dell'inganno è impensabile. Quando il tuo unico modo di vedere il mondo è tramite gli occhi di qualcun altro, ti servono quanti più elementi oggettivi possibili per poter prendere le decisioni e comprendi che i fatti sono una questione di sopravvivenza”.

 

Emanuele

“Sono Emanuele e lavoro da parecchi anni nel campo della progettazione e sviluppo di veicoli agricoli. Questi veicoli sono macchinari piuttosto complessi e solitamente lavorano in condizioni critiche; vengono acquistati per svolgere lavori ben precisi ed è quindi essenziale che, quando hanno dei guasti, vengano riparati in modo rapido ed efficiente. Identificare il guasto e fornire il corretto pezzo di ricambio sono due passaggi basilari per il buon esito del mio lavoro e per questo servono indizi concreti. In molti casi, però, quando veniamo chiamati per analizzare un problema, tutto quello che sanno darci è una descrizione generica di quel problema, un’impressione o un’opinione (“secondo me si è rotto questo componente…”). Non è raro che si debba insistere con il cliente per avere dei dati ben precisi, come ad esempio il risultato di test diagnostici. Spesso mi trovo a dover ideare dei test con il cliente per mostrare che la sua “impressione basata sul buonsenso” è sbagliata, proprio perché non basata su fatti. Non sempre coloro che utilizzano queste macchine sono dei tecnici e spesso si va incontro a convinzioni sbagliate basate su una conoscenza insufficiente del veicolo: posso ripararti il tuo mezzo, ma devi darmi dei fatti, non delle opinioni!”.

 

Luca

“Svolgo un lavoro tecnico in una clinica. Alcuni anni fa, avevo una collega alla quale era stato diagnosticato un tumore; dopo aver passato diverso tempo in cura, era tornata al lavoro. Dopo i saluti di rito, una persona le si era avvicinata chiedendole se avesse letto cosa aveva scritto il Dott. Taldetali in un famoso blog. Sapevo a che cosa si riferiva quella persona e ho faticato a rimanere calmo perchè il blog in questione è pseudoscientifico, racconta falsità ed è dannoso nei confronti di chi è più vulnerabile per via di certe patologie. Questo episodio mi ha fatto molto pensare a quanto le prove siano importanti e a quanto sia necessario, sempre, un dibattito dove si possono ascoltare tutti i punti di vista, che però devono essere sostenuti  correttamente con dei dati ben precisi”.

 

Natalia

“Sono Natalia e lavoro come cuoca in Italia. Sono nata in Moldavia, uno stato molto povero dell’Est Europa in cui le scienze e l’istruzione non sono una priorità. E’ stato dunque solo quando io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in Europa che ho imparato perché i fatti sono importanti. Le prove sono importanti in ogni aspetto del mio lavoro e possono essere fondamentali per il successo di un’attività commerciale. Nella scelta degli ingredienti, ad esempio, è importante non fidarsi ciecamente dei messaggi promozionali o del “sapere comune” perché questo potrebbe influenzare negativamente la qualità e il prezzo del prodotto finale. Inoltre, gli ingredienti devono essere manipolati e conservati con delle tecniche adeguate basate sull’evidenza scientifica.

Nel mio lavoro c’è la tendenza a ritenere che il termine “naturale” sia sinonimo di sano e di qualità, come se l’essere naturale fosse una proprietà intrinseca di un prodotto che, come per magia, lo priva di ogni elemento potenzialmente dannoso per la salute (le uova non sono immuni alla salmonella perchè sono a chilometro zero e lo stesso discorso vale per frutta e verdura biologica!).

Il mio lavoro porta molte responsabilità. Le decisioni di uno chef possono avere conseguenze sulla sicurezza del cibo e sulla salute delle persone: è importante che queste decisioni siano basate su una solida evidenza piuttosto che sui trucchi della nonna”.