Ma Umberto Veronesi lo ha detto?

La questione dell'alimentazione, tra motivazioni etiche e nutrizionali.

  • scritto da NeRos 5 years ago
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Ma Umberto Veronesi lo ha detto?

 

Navigando su Internet, può capitare di imbattersi in siti di controinformazione e siti gestiti da organizzazioni che promuovono la diffusione di diete vegetariane o vegane. E' quindi possibile veder riportata la frase: “La carne è cancerogena ed è anche causa di quasi tutte le malattie degenerative, eliminatela o limitatene il consumo”.

Secondo queste fonti, il testo citato sarebbe tratto dal libro: “Verso la scelta vegetariana. Il tumore si previene anche a tavola" di Umberto Veronesi e Mario Pappagallo (Ed. Giunti - 2012). In esso, lo scienziato confesserebbe il grande complotto ordito dalle case farmaceutiche alle spalle delle persone: nascondere che il consumo di carne incentiverebbe danni all'organismo favorendo quindi l'insorgere di problemi (permettendo un ritorno economico alle stesse) e non portare a conoscenza dei benefici derivanti da una dieta vegana.

Il libro conterrebbe, tra l’altro, delle affermazioni di stampo decisamente cospirazionista, quali:

 

Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali”.

Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte “insabbiate”, sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate”.

Io, che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni, se lo facessero loro, probabilmente non lavorerebbero più”.

 

Già la sola tesi del complotto sembra decisamente poco plausibile: le persone anziane sono i migliori “clienti” delle case farmaceutiche quindi esse hanno il massimo interesse a far sì che le persone sopravvivano il più a lungo possibile.

Che Veronesi sia vegetariano è una fatto risaputo. Ma è davvero “convinto” dell’esistenza di un grande complotto ordito da Big Pharma?

Ci siamo procurati il testo contenente la frase “incriminata”.

Il libro è suddiviso in tre parti. Nella prima parte (circa 18 pagine), l'oncologo di fama internazionale spiega le ragioni della sua scelta vegetariana. Pesano soprattutto questioni etiche e legate alla protezione dell’ambiente. Riguardo le motivazioni nutrizionali, Veronesi mette in effetti in guardia contro una dieta troppo ricca di grassi di origine animale (e quindi maggiormente esposta a rischio obesità) ma questo discorso passa decisamente in secondo piano rispetto alle ragioni etiche. D’altra parte, Veronesi ha sempre motivato la sua scelta prima di tutto con il rispetto e la compassione verso il regno animale, e il libro non fa eccezione su questo punto.

La citazione tanto decantata non c’è. Nessuna accusa alle case farmaceutiche, nessuna ipotesi di complotto. Su GoogleBooks è presente un’anteprima del libro in cui la prima parte, quella scritta da Umberto Veronesi, è riportata completamente ed è quindi possibile controllare.

La frase non è riportata neanche nella seconda parte del libro, scritta da Mario Pappagallo (52 pagine) dove il giornalista cerca di capire, a partire dagli studi scientifici pubblicati, come l’alimentazione possa influire sulla salute dell'uomo (si rifà agli articoli accademici di Food nutrition and the prevention of cancer).

Il libro prosegue con un breve glossario dei termini scientifici utilizzati ed una raccolta di circa 200 ricette vegetariane curate da Carla Marchetti. La citazione non è presente neanche in quest'ultima parte.

L'asserzione iniziale quindi non può che essere definita un falso deliberato, realizzato probabilmente per ragioni ideologiche.

Decidere di passare a un regime alimentare vegetariano è una scelta che ha le sue ragioni e tali ragioni possono essere molto varie. È da valutare con attenzione, magari con l’aiuto di un esperto e non semplicemente sulla base di una citazione letta per caso su internet.

 

Tratto da un articolo scritto da  Sofia Lincos.